Brazilian Jiu Jitsu

Il Jiu jitsu brasiliano o Brazilian jiu-jitsu è una variante brasiliana dell’arte marziale giapponese Judo. Conosciuto anche con l’acronimo BJJ è uno sport da combattimento ed un metodo di difesa personale che si specializza in particolar modo nella lotta a terra. La disciplina è nata come appendice del judo negli anni venti del XX secolo.

La disciplina insegna come suo fondamento che una persona più piccola e debole può difendersi con successo da un assalitore più grande e forte tramite l’utilizzo di appropriate tecniche come leve, chiavi articolari e strangolamenti. L’allenamento nel Brazilian jiu-jitsu viene comunque praticato principalmente con carattere sportivo, nei propri tornei in cui si fa uso del gi (ma negli ultimi anni la Federazione Internazionale ha introdotto anche competizioni in no-gi quasi identiche al submission grappling) o per partecipare ad incontri di arti marziali miste. La pratica di sparring (comunemente chiamato rolling) e di circuiti con contatto non collaborativo giocano un ruolo maggiore nell’allenamento, e vengono premiate le prestazioni, soprattutto durante le competizioni, in relazione al progresso attraverso i gradi/cinture.

Il Jiu Jitsu Brasiliano nacque in Brasile grazie all’arrivo, nei primi anni del secolo, del console giapponese Mitsuyo Maeda, conosciuto anche con l’appellativo di “Conte Koma”, esperto di judo stile kodokan (ossia il judo praticato dalla prima scuola del fondatore Jigoro Kano). Maeda fu aiutato da Gastao Gracie, facoltoso uomo d’affari, e per sdebitarsi insegnò questa arte marziale al figlio Carlos Gracie, che divenne uno dei suoi migliori studenti. Fratello minore di Carlos era l’ormai leggendario Helio il quale, avendo una corporatura minuta, non era in grado di applicare correttamente le tecniche di judo e nel partecipare agli allenamenti le adattò alle sue esigenze.[4] Helio disputò in seguito decine di incontri leggendari (su tutti la sfida contro il campione di lotta Waldemar Santana e uno dei più forti judoka di tutti i tempi, Masahiko Kimura) dimostrando come la tecnica sopraffina del suo jiu jitsu poteva portare al successo nei combattimenti anche una persona gracile quale era appunto Helio Gracie.

Oltre ai fratelli Gracie, altri allievi istruiti da Mayeda adottarono i principi del BJJ creando le loro scuole, come quella fondata da Luis França o da Oswaldo Fadda, il retaggio di queste scuole sopravvive in squadre come la Nova União o il Grappling Fight Team.

Negli anni ’80 del XX secolo esponenti di spicco della famiglia Gracie emigrarono negli USA dove organizzarono dei tornei interstile, nei quali sfidarono i combattenti di altri sistemi. Questo tipo di combattimenti quasi privo di regole era diffuso in Brasile col nome vale tudo (in brasiliano “vale tutto”) e sul modello del programma televisivo che veicolava queste sfide, nacque il famosissimo Ultimate Fighting Championship tenutosi per la prima volta nel 1993. Grazie a questo evento fu mostrata al mondo l’efficacia del jiu jitsu brasiliano: nonostante all’epoca i pronostici davano per favorite le discipline che fanno uso di percussioni (boxe, kickboxing, ecc.), Royce Gracie, chiamato a rappresentare lo stile di jiu jitsu creato dal padre Helio, contro ogni pronostico riuscì a battere tutti i combattenti del torneo, compresi quelli più forti fisicamente e di gran lunga più pesanti. La grande celebrità innescata dalla forza dei mass-media americani rese dunque il BJJ uno sport famoso in tutto il mondo e da quell’epoca il suo diffondersi è aumentato in maniera esponenziale. Oggi il movimento internazionale del BJJ è infatti in costante crescita, sia come sport in sé (dove le percussioni sono vietate) sia come elemento fondamentale della preparazione dei combattenti di MMA (mixed martial arts), sport di massimo contatto derivato dagli originari Vale Tudo brasiliani che hanno raggiunto la massima fama nei campionati come Ultimate Fighting Championship, Pride FC ecc.

In realtà, a dispetto del nome e di ciò che pensano in molti, il jiu jitsu brasiliano è simile al judo. La concreta differenza, più che sul piano tecnico, sta nel metodo e nella strategia: il judo moderno, per esempio, per via del regolamento, prevede la vittoria attraverso proiezione perfetta o bloccaggio al suolo per venticinque secondi o ancora per resa enfatizzando il combattimento in piedi, in posizione eretta. Nel BJJ, invece, non essendo prevista la sconfitta per proiezione, ma solo un vantaggio di due punti, il combattimento si trova inevitabilmente a proseguire per la maggior parte del tempo al suolo, ove non è previsto alcun limite in caso di inattività per pochi secondi come invece avviene nel judo o nelle forme sportive di jiu jitsu giapponese. Il Judo come veniva praticato prima della riforma del 1925, prevedeva maggiore enfasi nella lotta a terra e viene ancora praticato da pochi dojo con il nome die Kosen Judo; queste Palestre hanno mantenuto una vasta gamma di tecniche nella lotta a terra e si avicina molto al jiu jitsu Brasiliano nella sua esecuzione.Il BJJ si trova ad esaltare gli scambi di lotta a terra, dove la posizione “di guardia”, con l’avversario tenuto in mezzo alle proprie gambe stando sdraiati sulla schiena, è divenuta una delle caratteristiche principali dello stile, più volte punto di partenza per leve, strangolamenti e ribaltamenti di posizione. Posizioni più spesso utilizzate rispetto al judo o jujutsu sono la monta a cavallo (qui chiamata “montada”, in giapponese “tate shiho gatame”), la presa a croce, petto su petto dell’avversario (la “cruzada”, in giapponese “yoko shiho gatame”), o la chiave a croce al braccio (in giapponese “ude garami”, ma spesso detta “kimura” poiché il noto judoka Kimura riuscì a battere Helio Gracie utilizzandola). Posizioni sviluppate in maniera caratteristica dal BJJ sono la “monta a cavallo da dietro”, più conosciuta come “back mount”, eccezionale per strangolare, e la guardia “a farfalla”, con i piedi tra le gambe dell’avversario inginocchiato di fronte, ottima per realizzare ribaltamenti e portare l’opponente in posizione svantaggiosa. Tra le altre posizioni tipiche si ricordano: guardia con il controllo delle braccia con le gambe (Spider Guard), mezza guardia, guardia Del La Riva, Rubber Guard: da esse, come detto, possono essere effettuate una serie innumerevole di finalizzazioni, leve strangolamenti in grado di contrastare la forza fisica di avversari anche molto più pesanti.

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